Triumph Bonneville T40 Meriden Blue e Tangerine Orange vista di fianco allo stand EICMA 2026

Triumph Bonneville T40 (dal 2027)

Triumph · dal 2027 · 398 cc

Triumph Bonneville T40 di fianco: serbatoio a goccia, monocilindrico 398 cc e scarico singolo
Descrizione

Caratteristiche ed evoluzione tecnica

La Triumph Bonneville T40 è la Bonnie con il monocilindrico da 398 cc della famiglia 400, la stessa di Speed, Scrambler, Thruxton e Tracker. L'ho vista dal vivo a EICMA 2026, insieme alla versione T40 Black. Si guida con la patente A2 e arriverà in concessionaria in primavera 2027. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 6.500-7.000 euro, ma non ho conferma: per averlo dovremo aspettare il listino ufficiale, che Triumph annuncerà all'inizio del 2027.

La moto si presenta molto bene e le colorazioni sono intriganti, soprattutto la Black: grigio e nero opachi, sella marrone, motore e scarico verniciati di nero. La T40 normale ha tre bicolori dal sapore d'epoca, Meriden Blue con Tangerine Orange, Aegean Blue con Fusion White, New England White con Jet Black, tutti con il filetto dipinto a mano.

Da lontano è una Bonneville

Vista da qualche metro non la distingui dalle sorelle maggiori: serbatoio a goccia, faro tondo, ruote a raggi, due ammortizzatori. Al posto del bicilindrico c'è un cilindro solo, lo scarico è uno e non due, e davanti lavora un solo disco. Il carattere del monocilindrico è proprio la cosa che solo una prova su strada mi potrà raccontare.

Avantreno della Triumph Bonneville T40 Meriden Blue e Tangerine Orange con forcella a soffietti e disco da 310 mm
Triumph Bonneville T40 Meriden Blue e Tangerine Orange vista da dietro con maniglione cromato e doppio ammortizzatore
Faro tondo a LED e strumento TFT rotondo della Triumph Bonneville T40 Black
Triumph Bonneville T40 Black grigio opaco e nera di tre quarti allo stand EICMA 2026
Serbatoio grigio opaco e monocilindrico verniciato di nero della Triumph Bonneville T40 Black
Triumph Bonneville T40 Black vista da dietro con la sella marrone
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Motore e ciclistica

Il 398 cc ha una testata nuova e una taratura dedicata, più tranquilla di quella delle sorelle 400: 32 CV a 7.000 giri e 36 Nm a 5.000. In ordine di marcia pesa 191 kg, la sella è a 790 mm e con quella ribassata degli accessori scende a 770.

Le ruote sono da 18" davanti e 17" dietro. Davanti c'è un disco da 310 mm con pinza a due pistoncini e tubi in treccia, dietro un disco da 255 mm. Sulla carta è l'impianto classico di questa fascia, da cui mi aspetto una frenata sicura e bilanciata. Forcella da 43 mm e due ammortizzatori regolabili nel precarico hanno 130 mm di escursione. Per un giudizio vero su freni e sospensioni aspetto di averla provata.

Triumph dichiara 3,5 litri ogni 100 km: con 14,5 litri, sulla carta, l'autonomia supera i 400 km. Tagliandi ogni 16.000 km.

Strumentazione, luci e connettività

Lo strumento è un TFT rotondo a colori da 4 pollici, essenziale ma completo, con una schermata "Heritage" che imita le lancette. Di serie c'è la connettività con lo smartphone, per chiamate e musica, e con l'app Triumph la navigazione compare con la mappa sul display. Le luci sono tutte a LED, con luce diurna automatica e stop che lampeggia nelle frenate d'emergenza.

Le mappe di guida

Le mappe sono cinque, tutte di serie. Ognuna regola insieme risposta del gas, controllo di trazione e ABS, che lavorano anche in piega.

  • Road: quella di tutti i giorni.
  • Rain: per l'asfalto bagnato o sporco, con il gas più dolce e i controlli più presenti.
  • Eco: pensata per consumare meno.
  • Due personalizzabili: le regolate voi.

Si scelgono con i comandi al manubrio da un menu rapido sullo strumento. Secondo le prime prove si cambiano anche in marcia, a gas chiuso. Di serie anche cruise control e cavalletto centrale.

Senza una prova su strada non posso dare un giudizio completo. Vista da vicino a EICMA, però, la Bonneville T40 mi ha lasciato piacevolmente impressionato. Appena riuscirò a fare un test drive aggiornerò questa scheda con la mia prova di guida.

Contesto storico

La Bonneville nasce nel 1959 e prende il nome dalla distesa salata di Bonneville, nello Utah, dove una moto spinta da un motore Triumph aveva battuto il record di velocità. Da allora, per tutti, Bonneville vuol dire bicilindrico parallelo e linea inglese pulita: serbatoio a goccia, faro tondo, sella piatta.

La famiglia 400 è nata nel 2023 dalla collaborazione tra Triumph e l'indiana Bajaj, con la Speed 400 e la Scrambler 400 X, in Italia dal 2024. Poi sono venute la Scrambler 400 XC, la Thruxton 400 e la Tracker 400. La T40 è la sesta, presentata il 6 ottobre 2026 ed esposta a EICMA a novembre.

Per la prima volta il nome Bonneville finisce su una moto da patente A2 con un cilindro solo. Nella famiglia si distingue per finiture e dotazione, e nella gamma Bonneville sta sotto la T100 da 900 cc. L'idea è chiara: portare lo stile Bonneville a chi inizia, a chi torna in moto e a chi cerca una moto leggera e facile senza rinunciare a quel nome sul serbatoio.

Versioni principali

  • Bonneville T40 (dal 2027): 398 cc, 32 CV a 7.000 giri e 36 Nm a 5.000, 191 kg in ordine di marcia. Specchietti e maniglione cromati, alluminio spazzolato, scarico in acciaio spazzolato. Tre bicolori: Meriden Blue con Tangerine Orange, Aegean Blue con Fusion White, New England White con Jet Black.
  • Bonneville T40 Black (dal 2027): stessa meccanica e stessa dotazione. Serbatoio grigio Matt Pewter e nero opaco, sella marrone, cerchi neri con raggi in acciaio, carter verniciati a polvere, alette della testata e scarico neri.
  • Versione indiana (dal 2026): in India la T40 monta il monocilindrico da 350 cc, con 29 CV e 31 Nm secondo Autocar India. Accanto c'è la Bonneville T4, più semplice, senza cruise control e senza piattaforma inerziale. Nessuna delle due è prevista per l'Europa.

Curiosità e aneddoti

Il nome Bonneville è nato nel 1959 e da allora è sempre stato sinonimo di bicilindrico parallelo: la T40 è la prima Bonnie con un cilindro solo. Triumph l'ha sviluppata lavorando a stretto contatto con l'indiana Bajaj, come tutta la famiglia 400.

Anche i colori guardano al passato. Meriden Blue richiama Meriden, il paese vicino a Coventry dove Triumph ha costruito le Bonneville storiche fino al 1983, e i filetti sul serbatoio sono dipinti a mano come allora.

In India la T40 è arrivata prima che da noi, con un monocilindrico da 350 cc. Lì c'è anche una sorella più semplice, la Bonneville T4, che in Europa non è prevista. Il racconto della mia visita allo stand Triumph lo trovate nell'articolo Bonneville T40 a EICMA 2026, nella sezione Novità e prove del blog.

Cosa guardare prima di comprarla

La Bonneville T40 non è ancora in vendita e il listino arriverà all'inizio del 2027. Per ora si può solo ragionare su cosa guardare quando sarà possibile provarla.

  • Il motore: la Bonneville è sempre stata bicilindrica. I 32 CV del monocilindrico vanno provati con calma, in città e fuori, per capire se spingono abbastanza e quanto vibrano a velocità costante.
  • La solidità nel tempo: il 398 cc è in vendita in Italia dal febbraio 2024 su Speed e Scrambler 400. Prima di firmare conviene chiedere al concessionario come si comportano quelle moto e cosa prevedono i tagliandi ogni 16.000 km.
  • Il peso: 191 kg sono tanti per una 400. Va provata nelle manovre da fermo.
  • La frenata: un disco solo con pinza a due pistoncini, da provare anche in due.
  • La sella: 790 mm, 770 con quella ribassata. Chi non è alto la provi prima.

Se cercate un buon compromesso tra lo stile Bonneville, la qualità delle finiture e una moto facile e da patente A2, è una candidata seria. Se invece volete il carattere e la spinta di un bicilindrico, la scelta giusta resta la T100.

Analisi

Pregi e difetti

Pregi e difetti

Nota informativa

Questa moto non è ancora in vendita e non ci sono prove su strada da confrontare. Pregi, difetti e voto nascono da quello che ho visto dal vivo e dai dati ufficiali della casa: sono un primo giudizio, che aggiornerò dopo averla provata. Opinioni personali, condivise a scopo divulgativo.

Valutazione generale
8/10
Pregi
  • Linea da Bonneville vera, con filetti dipinti a mano e finiture curate.
  • Colorazioni riuscite, soprattutto la T40 Black.
  • Dotazione completa di serie: cinque mappe, cruise control, ABS e controllo di trazione che lavorano in piega.
  • Connettività e navigazione con mappa sullo strumento, senza optional.
  • Patente A2 e sella bassa, 790 mm o 770 con quella ribassata.
  • Tagliandi ogni 16.000 km e consumo dichiarato di 3,5 litri ogni 100 km.
Difetti
  • 32 CV, meno delle altre Triumph 400: sulla carta è la più tranquilla della famiglia.
  • 191 kg in ordine di marcia, tanti per una 400.
  • Un solo disco anteriore con pinza assiale a due pistoncini.
  • Forcella non regolabile.
  • Ruote a raggi con camera d'aria: una foratura è più scomoda da riparare.
  • Prezzo atteso più alto delle altre 400.
A chi è consigliata

A chi ha la patente A2 e vuole una moto che abbia davvero l'aspetto di una Bonneville. A chi torna in moto dopo anni e cerca qualcosa di leggero da gestire, con la sella bassa e gli aiuti elettronici di serie. A chi la usa soprattutto in città, nel casa-lavoro e nelle gite della domenica.

A chi non è consigliata

A chi cerca prestazioni o il carattere del bicilindrico: per quello c'è la T100. A chi viaggia spesso in autostrada o in due con i bagagli, dove sulla carta 32 CV possono stare stretti. A chi vuole una 400 più sportiva: nella stessa famiglia Tracker e Thruxton hanno 42 CV e meno peso.

Consigli per l’acquisto

Aspettate il listino ufficiale e una prova vera prima di decidere. Provatela in città e fuori, con calma, per capire se il monocilindrico vi basta. Se siete bassi chiedete di provare la sella ribassata. E confrontatela con le sorelle 400 della stessa concessionaria: costano meno e hanno più cavalli, ma non hanno la stessa linea.

Problemi noti

La T40 non è ancora in vendita, quindi non ci sono dati su difetti o richiami. Il motore deriva dal 398 cc delle altre Triumph 400, in vendita in Italia dal febbraio 2024, con una testata nuova e una taratura propria. Per giudicare l'affidabilità bisognerà aspettare i primi chilometri dei proprietari.

Manutenzione

Triumph indica i tagliandi ogni 16.000 km, un intervallo lungo per la categoria. Il resto è la manutenzione di una moto a catena: pulizia, lubrificazione e tensione. Le ruote a raggi chiedono un controllo dei raggi ogni tanto. Il cavalletto centrale di serie aiuta molto. Per i dettagli vale il libretto Triumph.

Reperibilità ricambi

È una moto nuova della rete ufficiale Triumph e gran parte della meccanica è condivisa con le altre 400, quindi i pezzi principali non dovrebbero mancare. Serbatoio, sella, scarico e ruote sono specifici della T40. Le gomme 100/90-18 e 150/70-17 sono le stesse misure della Bonneville T120, facili da trovare.

Quotazione usato
Non ancora in vendita: listino atteso a inizio 2027
Rapporto qualità/prezzo

Il prezzo ufficiale ancora non c'è. Se le indiscrezioni sui 6.500-7.000 euro saranno confermate, la T40 costerà più delle altre 400 con meno cavalli. In cambio offre la linea Bonneville, finiture più curate e una dotazione elettronica completa di serie. Il giudizio vero lo darò quando ci saranno il listino e la prova su strada.

Recensione finale

Il mio voto è un giudizio sommario, dato dopo averla vista da vicino a EICMA 2026 e senza averla ancora provata. Finiture, colori e dotazione convincono; motore, freni e sospensioni li giudicherò su strada, e dopo il test drive il voto potrà cambiare.

Equipaggiamento

Accessori

Accessori

Nota informativa

La moto non è ancora in vendita, quindi questo elenco non nasce da esperienze d'uso: sono tipi di accessorio che, per come è fatta la moto, mi sembrano utili. Questo sito non promuove né i singoli prodotti né gli specifici store di vendita. Tutti i contenuti sono proposti al solo scopo informativo.

Sella ribassata

Comfort

Consigliato
La sella di serie è già bassa, a 790 mm, ma chi non arriva bene a terra può montare la versione ribassata, che scende a 770. Prima di comprarla conviene provarla in concessionaria: venti millimetri cambiano la sicurezza da fermo, ma anche la posizione delle gambe.

Borse laterali in stile classico

Bagaglio

Consigliato
Per il casa-lavoro e i weekend fuori porta servono un paio di borse. Su una Bonneville stanno bene quelle in tela cerata o in pelle, con telaietti dedicati che le tengono lontane da scarico e ammortizzatori. Meglio una capacità contenuta per non appesantire la moto.

Manopole riscaldate

Comfort

Consigliato
Chi usa la moto anche d'inverno le apprezza dal primo giorno freddo. Vanno scelte compatibili con il blocchetto e con l'impianto elettrico della T40, e montate da chi sa farlo: un cablaggio fatto male su una moto con tanta elettronica crea solo problemi.

Barre paramotore

Protezione

Consigliato
Una caduta da fermo capita a tutti, soprattutto ai primi chilometri. Le barre proteggono il carter e il serbatoio senza rovinare la linea, se scelte sottili e verniciate in tinta. Vanno prese specifiche per questo telaio, con attacchi che non richiedano di forare.
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