Triumph Bonneville: storia del mito britannico dal 1959 a oggi
Triumph · 1959 - Oggi · 649 cc (T120) / 744 cc (T140) / 865 cc (EFI) / 1200 cc (T120 Modern)
Caratteristiche ed evoluzione tecnica
La Triumph Bonneville rappresenta l'essenza stessa della motocicletta britannica: linea essenziale, serbatoio a goccia, manubrio ampio e l'inconfondibile motore bicilindrico parallelo. Dalla sua nascita nel 1959 fino alle più recenti versioni High Torque, la "Bonnie" ha attraversato tre ere costruttive mantenendo intatta la propria identità stilistica ma rinnovandosi completamente sotto la pelle.
1. L'Era Classica di Meriden (1959 - 1988)
La prima serie, la celebre T120 (1959-1974), nasce da un'intuizione di Edward Turner. Monta un motore bicilindrico ad aste e bilancieri da 649 cc alimentato da due carburatori Amal, capace di erogare 46 CV. La ciclistica si basa su un telaio tubolare a culla in acciaio, forcella telescopica e freni a tamburo manuali. Con la T140 (1973-1988) la cilindrata sale a 744 cc per 50 CV di potenza, viene introdotto il cambio a 5 marce e la rivoluzionaria struttura Oil-in-Frame, dove l'olio di lubrificazione circola direttamente nel trave centrale del telaio.
2. La Rinascita ad Hinckley: Era Air-Cooled (2001 - 2015)
Dopo anni di oblio, John Bloor rilancia il marchio a Hinckley riprogettando completamente la Bonneville. La Bonneville 790 / T100 (2001-2007) adotta un bicilindrico DOHC raffreddato ad aria con albero a 360°, telaio solido in tubi d'acciaio, sospensioni Kayaba da 41 mm e freno a disco singolo anteriore Nissin da 310 mm. Dal 2005 la cilindrata cresce a 865 cc. Nel 2008 fa il suo debutto la Bonneville 865 EFI (2008-2015): per superare le norme anti-inquinamento si adotta l'iniezione elettronica Keihin, magistralmente nascosta all'interno di finti corpi carburatore in alluminio pressofuso.
3. L'Era Moderna: Liquid-Cooled & Tech (2016 - Oggi)
Con il passaggio al raffreddamento a liquido, il radiatore viene perfettamente camuffato tra i tubi del telaio. La Bonneville T100 (900 cc) eroga 65 CV e una coppia generosa già ai bassi regimi, integrando ride-by-wire, controllo di trazione disinseribile, ABS e frizione assistita. La top di gamma Bonneville T120 (1200 cc) porta la potenza a 80 CV con 105 Nm di coppia, doppio disco anteriore Brembo e mappe motore selezionabili (Road e Rain), offrendo la sicurezza e l'affidabilità di una moto moderna senza perdere un grammo del suo fascino vintage.
Contesto storico
La Bonneville prende il nome dalle iconiche distese di sale dello Utah, le Bonneville Salt Flats, dove nel 1956 il pilota Johnny Allen infranse il record mondiale di velocità toccando i 345 km/h su un siluro spinto da un motore Triumph. Negli anni '60 la moto diventò il simbolo assoluto della cultura giovanile britannica: era la regina incontrastata dei Rockers e dei ton-up boys, i ragazzi che si sfidavano a chi superasse le 100 miglia orarie (160 km/h) sfrecciando da un bar all'altro lungo la circonvallazione di Londra, facendo tappa fissa al leggendario Ace Cafe. Fu anche la moto amata dalle star di Hollywood, consacrata da Steve McQueen, Marlon Brando e Clint Eastwood.
Versioni principali
- Bonneville T120 (1959-1974): La prima e più pura, con cerchi a raggi da 19", finiture cromate e serbatoio bicolore.
- Bonneville T140 (1973-1988): Versione da 750 cc con freno a disco, cambio a 5 marce e telaio Oil-in-Frame. Include le edizioni speciali Silver Jubilee (1977) e Royal Wedding (1981).
- Bonneville T100 Air-Cooled (2002-2015): Il grande ritorno con motore da 790 cc/865 cc, disponibile sia con ruote a raggi che in versione SE con cerchi in lega da 17".
- Bonneville T100 Liquid-Cooled (2016-Oggi): Motore 900 cc High Torque, ideale per la guida di tutti i giorni con consumi ridotti ed elettronica di ultima generazione.
- Bonneville T120 Liquid-Cooled (2016-Oggi): L'ammiraglia da 1200 cc con doppio disco anteriore, dettagli extra-lusso e finiture motore spazzolate a mano.
Curiosità e aneddoti
Edward Turner, il leggendario progettista Triumph, all'inizio era fortemente contrario al nome "Bonneville". Temeva che un nome americano potesse snaturare l'orgoglio e l'identità tipicamente britannica del marchio. Si dovette ricredere vedendo l'incredibile successo di vendite negli Stati Uniti.
Le primissime versioni del 1959 avevano un pesante e avvolgente parafango anteriore (chiamato nacelle). I giovani rocker dell'epoca lo detestavano a tal punto da smontarlo a mazzate appena uscite dalla concessionaria per rendere la moto più aggressiva. Triumph recepì il messaggio e già dal 1960 ridisegnò completamente l'avantreno.
Durante il passaggio all'iniezione elettronica nel 2008, i designer di Hinckley realizzarono dei corpi farfallati sagomati esattamente come i vecchi carburatori Amal degli anni '60, riuscendo a ingannare persino gli sguardi dei motociclisti più esperti.
Quanto vale oggi
Quotazioni indicative, settembre 2026
Il mercato delle Bonneville è estremamente solido e in continua crescita tra i collezionisti:
- Modelli Meriden T120 (1959-1970): Esemplari restaurati con parti originali o conservati perfetti oscillano tra i 12.000 € e i 18.000 €, con picchi oltre i 20.000 € per la primissima serie del 1959.
- Modelli T140 (Anni '70-'80): Hanno quotazioni più accessibili, mediamente tra i 5.500 € e gli 8.500 € a seconda dello stato di conservazione del telaio e del motore.
- Serie Hinckley Air-Cooled (2001-2015): Le versioni a carburatori (2001-2007) sono sempre più ricercate dai customizzatori e mantengono un valore compreso tra i 4.500 € e i 6.500 €. Le versioni EFI si attestano tra i 5.000 € e i 7.000 €.
- Serie Moderna Liquid-Cooled (2016-Oggi): Usati recenti di T100 e T120 mantengono un'eccellente tenuta dell'usato, valutati rispettivamente tra i 7.000 € - 9.000 € (T100) e i 9.500 € - 12.500 € (T120).