Triumph Tracker 400 vista di tre quarti dal lato anteriore, con le tabelle portanumero

Triumph Tracker 400, la flat tracker da 400 cc

Triumph · dal 2026 · 398 cc

Tabella portanumero laterale e serbatoio della Triumph Tracker 400
Descrizione

Caratteristiche ed evoluzione tecnica

La Triumph Tracker 400 è la 400 che si ispira alle moto da flat track, le corse sugli ovali di terra battuta: tabelle portanumero sui fianchi, manubrio largo e basso, codino monoposto. Sotto c'è il monocilindrico da 398 cc nella taratura da 42 CV a 9.000 giri, la stessa della Thruxton. Pesa 173 kg in ordine di marcia, ha la sella a 805 mm e si guida con la patente A2.

Cosa cambia rispetto alla Speed 400

Triumph non si è limitata a cambiare le plastiche. Il telaio ha una geometria sua: interasse più corto di 6 mm, cannotto più chiuso di 0,2 gradi, secondo Bennetts. Il manubrio è 23 mm più largo e 134 mm più basso di quello della Speed, le pedane stanno 86 mm più indietro e 27 più in alto.

Il serbatoio è nuovo e più spigoloso, sempre da 13 litri, e le ruote da 17 pollici a quattordici razze montano Pirelli MT60 RS, gomme dal disegno tassellato pensate soprattutto per l'asfalto.

Il motore ha un profilo delle camme e una mappatura diversi: 42 CV invece di 40, coppia invariata a 37,5 Nm ma a 7.500 giri invece di 6.500. La forcella rovesciata Big Piston da 43 mm ha 140 mm di escursione, il mono regolabile nel precarico 130. Freni come sulla Speed: disco da 300 mm con pinza radiale a quattro pistoncini davanti, 230 mm dietro, ABS e controllo di trazione disinseribile.

La mia prova

L'ho provata per circa mezz'ora, cercando una moto più agile e leggera da affiancare alla mia Bonneville SE del 2011 in città, nel casa-lavoro e nelle gite brevi. La posizione è un po' caricata sull'avantreno ma non stanca i polsi. Le pedane, per la mia corporatura, sono troppo arretrate, e leva del cambio e pedale del freno stanno piuttosto in basso. La sella è abbastanza rigida.

Nel traffico è agilissima, quasi uno scooter, e si manovra senza fatica anche da ferma. All'inizio il motore mi è sembrato scorbutico, molto pronto ai bassi, ma dopo dieci minuti avevo la sensazione di guidarla da sempre.

Forcella e mono mi hanno convinto: assorbono buche e dossi senza contraccolpi e danno sicurezza nei curvoni. Ottima la frenata. Meno le gomme tassellate, che sull'asfalto non mi hanno dato la sicurezza a cui sono abituato.

Salendo di velocità ho sentito più vibrazioni che sulla Bonneville, e non escludo che c'entrino anche le gomme. Sulle velocità alte non do un giudizio: in mezz'ora non le ho potute provare davvero.

Cosa dicono le prove

Le prove delle riviste vanno nella stessa direzione. inSella e Moto.it parlano di un motore vivace ai bassi e ai medi, di vibrazioni sopra i 6.000-7.000 giri, di una sella rigida e poco imbottita. MCN e Rider Magazine notano un freno anteriore con un attacco iniziale morbido. Per MCN e Autotrader è la più guidabile e la più divertente delle Triumph 400.

Contesto storico

La Tracker 400 è la quinta moto della famiglia nata dall'accordo tra Triumph e Bajaj Auto, dopo Speed 400, Scrambler 400 X, Scrambler 400 XC e Thruxton 400. La versione europea è stata presentata il 16 dicembre 2025 insieme alla Thruxton 400 ed è arrivata nei concessionari italiani a maggio 2026, a 6.345 euro. Negli Stati Uniti è venduta come model year 2027.

Il riferimento è il flat track, le gare su ovale di terra battuta. La Tracker ne prende la linea e la posizione di guida, ma resta una stradale: telaio, freni e gomme sono pensati per l'asfalto.

In famiglia sta a metà tra la Speed 400 e la Scrambler 400 X, per prezzo e per carattere. Fuori casa le rivali più citate sono la Royal Enfield Guerrilla 450, con cui l'ha confrontata 1000PS, e la Husqvarna Svartpilen 401, che Bennetts ricorda essere più economiche. Nel mio caso il confronto è stato con la KTM 390 Duke.

Versioni principali

  • Tracker 400, versione europea (dal 2026): 398 cc, 42 CV a 9.000 giri e 37,5 Nm a 7.500, 173 kg in ordine di marcia, sella a 805 mm, Pirelli MT60 RS. Tre colori: Racing Yellow, Phantom Black e Aluminium Silver. In Italia da maggio 2026; negli Stati Uniti è model year 2027.
  • Tracker 400, versione indiana (aprile 2026): nonostante il nome, ha un monocilindrico da 349 cc, la cilindrata ridotta che Triumph usa per i modelli venduti in India, con circa 40 CV e 32 Nm secondo Autocar India. Lanciata a 2,46 lakh di rupie. È una moto diversa da quella venduta in Europa, e chi legge prove indiane deve tenerne conto.

Curiosità e aneddoti

Il nome Tracker 400 in India è una piccola trappola: lì la moto ha un motore da 349 cc, non da 398. Autocar India ha intitolato la sua prova proprio "Mistaken identity", identità sbagliata, anche perché sotto le tabelle portanumero di sterrato vero non c'è niente.

Visordown, che l'ha messa a confronto con la Thruxton 400, ha dato la vittoria per lo stile alla Thruxton e quella per l'uso di tutti i giorni alla Tracker, più comoda e più divertente su una bella strada.

Io alla fine non l'ho comprata. In garage è entrata una KTM 390 Duke del 2025, più sportiva, scelta soprattutto perché era la moto che voleva mio figlio, che la guida anche lui. La Tracker mi è piaciuta, e la prenderei seriamente in considerazione se cercassi una moto agile per il casa-lavoro e le uscite brevi.

Quanto vale oggi

Quotazioni indicative, novembre 2026

A novembre 2026 le Tracker 400 usate in Italia sono quasi tutte chilometri zero o moto dimostrative da concessionario, immatricolate nel 2026 con poche centinaia di chilometri. Si trovano tra 5.000 e 5.900 euro, contro i 6.345 del listino. Un vero mercato dell'usato ancora non c'è: il prezzo dipenderà da chilometri, tagliandi, garanzia residua e accessori.

Cosa controllare

  • Garanzia: su una moto del 2026 deve essere ancora valida, con i tagliandi registrati.
  • Tabelle portanumero, specchietti e leve, i primi a segnarsi in una caduta da fermo.
  • Codino monoposto e sella del passeggero, se si vuole portare qualcuno.
  • Stato delle Pirelli MT60 RS: con il disegno tassellato l'usura si vede bene a occhio.
  • Scarichi non omologati e centraline modificate.
Analisi

Pregi e difetti

Pregi e difetti

Nota informativa

Questa scheda nasce dal confronto di numerose prove su strada e recensioni di settore, che ho analizzato e rielaborato. Giudizi e dati riflettono la mia opinione e sono condivisi a scopo divulgativo.

Valutazione generale
9/10
Pregi
  • Linea da flat track originale, diversa dalle solite naked.
  • Agilissima in città e facile da manovrare da ferma.
  • Sospensioni ben tarate: assorbono le buche e danno sicurezza in curva.
  • Freni efficaci e facili da modulare.
  • Motore pronto ai bassi e ai medi, con 42 CV e patente A2.
  • Finiture da moto di categoria superiore, secondo MCN e 1000PS.
Difetti
  • Sella rigida e poco imbottita.
  • Pedane arretrate e alte, leva del cambio e pedale del freno bassi: servono un po' di adattamento.
  • Vibrazioni sopra i 6.000-7.000 giri.
  • Gomme dal disegno tassellato, che sull'asfalto danno meno fiducia di una stradale pura.
  • Freno anteriore con un attacco iniziale morbido, secondo MCN.
  • Display LCD essenziale e niente quickshifter.
A chi è consigliata

A chi cerca una moto agile e leggera per la città, il casa-lavoro e le gite fuori porta, magari da affiancare a una moto più grande. A chi ha la patente A2. A chi vuole una linea diversa dalle solite naked e una moto che si guida con naturalezza già dopo pochi minuti.

A chi non è consigliata

A chi fa spesso lunghi trasferimenti o viaggi impegnativi: sella rigida e vibrazioni salendo di velocità si fanno sentire, e per quell'uso conviene una cilindrata più grande. A chi vuole sentire la gomma stradale sotto di sé. A chi cerca il carattere più sportivo di una naked come la KTM 390 Duke.

Consigli per l’acquisto

Prima di firmare provatela con calma, almeno mezz'ora: posizione di pedane e comandi è la cosa che divide di più, e io l'ho notata subito. Le chilometri zero dei concessionari costano qualche centinaio di euro meno del listino e hanno la garanzia piena. Se le gomme tassellate non convincono, chiedete al concessionario cosa propone in alternativa.

Problemi noti

La Tracker 400 è in vendita da maggio 2026 e le fonti consultate non riportano difetti ricorrenti né richiami. Il motore deriva da quello della Speed 400, in giro dal 2023 senza problemi gravi documentati, con camme e mappatura riviste. Le prove segnalano solo vibrazioni ad alti regimi, con gli specchietti che a certe velocità si leggono male.

Manutenzione

Tagliando ogni 16.000 km o 12 mesi, garanzia di due anni senza limite di chilometri. Il resto è la manutenzione di una moto a catena: pulizia, lubrificazione e tensione, più pastiglie, liquido di raffreddamento e pressione delle gomme. Per gli intervalli precisi vale il libretto Triumph.

Reperibilità ricambi

Moto in produzione, ricambi dalla rete ufficiale Triumph. Gran parte della meccanica è condivisa con le altre 400, quindi i pezzi principali non dovrebbero mancare. Serbatoio, tabelle portanumero e codino sono specifici della Tracker. Le gomme 110/70 e 150/60 su cerchi da 17 sono misure comuni, anche nella versione stradale.

Quotazione usato
5.000-5.900 € km zero e quasi nuove (novembre 2026)
Rapporto qualità/prezzo

A 6.345 euro la Tracker costa 600 euro più della Speed 400 e 250 meno della Thruxton. In cambio dà il motore più brillante della famiglia, una geometria sua e una linea che non si confonde. Per Autotrader è la migliore delle 400 Triumph. Esistono rivali più economiche, come ricorda Bennetts, che però nota anche come in questa fascia non tutti curino la qualità quanto Triumph.

Recensione finale

La Tracker 400 mi ha convinto: è bella, diversa dal solito e si guida con una facilità che sorprende. Non è una moto da viaggio, e non pretende di esserlo. È la compagna giusta per chi passa le giornate tra traffico, statali e qualche uscita fuori porta, e vuole farlo su una moto che si fa guardare. Io ho scelto un'altra strada per ragioni di famiglia, non per delusione.

Equipaggiamento

Accessori

Accessori

Nota informativa

Questo elenco è il risultato di un'accurata attività di ricerca, selezione e classificazione basata sulle esperienze di utilizzo e sulle recensioni tecniche della community di appassionati. Questo sito non promuove né i singoli prodotti né gli specifici store di vendita. Tutti i contenuti sono proposti al solo scopo informativo.

Sella più imbottita o in gel

Comfort

Consigliato
La sella di serie è rigida e poco imbottita, lo dicono le prove e l'ho notato anche io. Una sella con più imbottitura o un inserto in gel rende più sopportabili le uscite oltre l'ora. Va scelta tenendo d'occhio l'altezza, che non deve salire troppo.

Borsa da serbatoio o borsa posteriore morbida

Bagaglio

Consigliato
Con il codino monoposto e poco spazio sotto la sella, per il casa-lavoro serve un bagaglio. Una borsa da serbatoio piccola o una borsa morbida sul sedile del passeggero bastano per casco jet, giacca antipioggia e documenti, senza appesantire una moto così agile.

Tamponi paratelaio

Protezione

Consigliato
Nel traffico una caduta da fermo può capitare. I tamponi proteggono serbatoio, tabelle portanumero e coperchi del motore. Vanno scelti specifici per questo telaio, con attacchi che non richiedano di forare.

Cavalletto alzamoto posteriore

Manutenzione

Consigliato
La moto ha solo il cavalletto laterale. Per pulire e ingrassare la catena, controllarne la tensione e gonfiare le gomme con calma, un alzamoto posteriore è la spesa più utile. Va scelto con i supporti adatti al forcellone in alluminio.
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