Triumph Tiger T100: storia della sportiva inglese
Triumph · 1950-1974 · 498 cc (Bicilindrico parallelo a 4 tempi)
Descrizione
Caratteristiche ed evoluzione tecnica
L'Anima Sportiva e Poliedrica di Meriden. La Tiger T100 è stata un laboratorio tecnologico per lo sviluppo dei materiali leggeri:
• Testa in lega di alluminio d'avanguardia: Introdotta per sostituire la vecchia ghisa, permise un notevole risparmio di peso e un innalzamento sicuro del rapporto di compressione.
• Pistoni a testa bombata in lega leggera: Studiata per incrementare l'efficienza di combustione e la reattività dell'acceleratore.
• Sospensioni telescopiche anteriori: Sviluppate per garantire precisione direzionale sia su asfalto che sulle strade bianche.
Le sue caratteristiche tecniche la rendevano estremamente agile, con un peso a secco inferiore alle concorrenti dirette di pari cilindrata.
Contesto storico
Nata sulle ceneri del secondo dopoguerra come evoluzione sportiva della fortunata Tiger 80, la Triumph Tiger T100 storia si affermò fin da subito come la media cilindrata sportiva per eccellenza della casa inglese. Progettata per gli utenti che cercavano il perfetto compromesso tra l'uso quotidiano e le gare della domenica, la T100 si distinse per una maneggevolezza fulminea e per le straordinarie performance nei circuiti cittadini e nelle cronoscalate. La sua incredibile versatilità ne fece anche una delle piattaforme preferite per i pionieri del fuoristrada leggero e delle corse su pista negli Stati Uniti.
Versioni principali
1. Tiger T100 Pre-Unit (1950-1959): Con carter separati, contraddistinta dal classico serbatoio con fregi a griglia metallica.
2. Tiger T100SS e T100R Daytona (1960-1974): Versioni aggiornate con motore "unit". La "Daytona" in particolare, dotata di doppia alimentazione a carburatore, celebrava le storiche vittorie della scuderia nella celebre corsa americana.
Curiosità e aneddoti
La sigla "T100" indicava, secondo la filosofia di Edward Turner, la velocità massima teorica raggiungibile dalla moto espressa in miglia orarie (pari a circa 160 km/h). Nelle prove dell'epoca molti piloti privati riuscirono a superare quella barriera psicologica semplicemente rimuovendo i silenziatori e montando carburatori da competizione.
Cosa guardare prima di comprarla
Data la lunghissima produzione e le numerose evoluzioni, la valutazione sul mercato varia sensibilmente in base all'anno e alla fedeltà del restauro.