Benelli Tornado 650 d'epoca

Benelli Tornado 650: storia della grande bicilindrica di Pesaro

Benelli · 1970-1975 · 642 cc

Benelli Tornado 650 bicilindrica
Descrizione

Caratteristiche ed evoluzione tecnica

La Benelli 650 Tornado è una bicilindrica stradale italiana nata per confrontarsi con le grandi moto britanniche dei primi anni Settanta. Progettata a Pesaro, univa un motore quattro tempi raffreddato ad aria, cambio a cinque marce e una ciclistica dal carattere sportivo. La sua storia produttiva si sviluppa tra il 1970 e il 1975, includendo le successive evoluzioni Tornado S e S2.

Il cuore del progetto è un bicilindrico parallelo con distribuzione ad aste e bilancieri, costruito per offrire una cilindrata importante e una personalità meccanica riconoscibile. La Tornado rappresenta un capitolo significativo nella crescita della Benelli verso le moto di grossa cilindrata, in un mercato che stava diventando sempre più competitivo.

Contesto storico

Negli anni Sessanta, il mercato statunitense rappresentava un obiettivo strategico per i costruttori europei. Le bicilindriche britanniche avevano conquistato una posizione importante e Benelli decise di rispondere con una nuova moto di circa 650 cm³. Il progetto, affidato a Piero Prampolini per il motore e a Luigi Benelli per il telaio, prese forma attraverso prototipi presentati a partire dal 1967.

La preparazione industriale richiese tempo e la Tornado arrivò sul mercato statunitense nel 1970, prima di raggiungere quello europeo nel 1971. Nel frattempo, le giapponesi pluricilindriche stavano innalzando il livello di prestazioni, dotazioni e raffinatezza tecnica. La Benelli si trovò così a competere non soltanto con le tradizionali bicilindriche inglesi, ma anche con una nuova generazione di moto.

La svolta societaria del 1972, con l’arrivo di Alejandro de Tomaso alla guida dell’azienda, accompagnò l’evoluzione del modello. La Tornado S introdusse modifiche tecniche pensate anche per migliorare l’utilizzo quotidiano; nel 1973 arrivò la più caratterizzata S2. La famiglia rimase in produzione fino al 1975 secondo una delle cronologie più diffuse, anche se alcune fonti riportano date finali differenti per specifiche varianti.

Versioni principali

  • Benelli 650 Tornado — 1970–1971: prima versione di serie, inizialmente destinata al mercato statunitense e successivamente commercializzata in Europa. Motore bicilindrico parallelo quattro tempi raffreddato ad aria, cambio a cinque marce e avviamento a pedale.
  • Benelli 650 Tornado S — dal 1972: evoluzione introdotta durante la gestione De Tomaso. Tra le modifiche figuravano l’avviamento elettrico, l’albero motore riequilibrato, il rapporto di compressione rivisto, rapporti del cambio aggiornati e strumenti Veglia. Furono inoltre adottati accorgimenti elastici per contenere le vibrazioni.
  • Benelli 650 Tornado S2 — dal 1973: variante dall’impostazione più sportiva, riconoscibile per la sella con codino rialzato e il piccolo cupolino trasparente al manubrio. Ulteriori interventi miravano a migliorare la risposta ai bassi regimi e a ridurre le vibrazioni.

Le date possono variare leggermente secondo le fonti consultate e il criterio adottato per distinguere anno di produzione, commercializzazione e singola versione.

Curiosità e aneddoti

  • Un prototipo già nel 1967: la Tornado fu mostrata al Salone di Milano diversi anni prima della sua effettiva diffusione commerciale. Il ritardo fu legato anche alla necessità di predisporre le attrezzature per la produzione.
  • Un confronto con Steve McQueen: durante lo sviluppo del progetto venne chiesto anche il parere dell’attore, allora legato alla promozione Benelli negli Stati Uniti. Tra i suggerimenti attribuitigli figurano indicazioni sul telaio e sulle sovrastrutture.
  • Le vibrazioni al centro degli aggiornamenti: il bicilindrico con manovellismo a 360° aveva una personalità meccanica marcata. La Tornado S introdusse interventi di riequilibratura e soluzioni elastiche per limitare le vibrazioni trasmesse al pilota e ai componenti.
  • Due mercati, piccoli dettagli diversi: alcuni esemplari destinati agli Stati Uniti si distinguevano da quelli europei per elementi come manubrio e sella. Per identificare correttamente una moto restaurata è quindi importante considerare anno, destinazione e configurazione originale.

Cosa guardare prima di comprarla

La Benelli 650 Tornado è una testimonianza della volontà dell’industria motociclistica italiana di confrontarsi con le grandi bicilindriche internazionali. Il motore di cilindrata generosa, la costruzione di impostazione tradizionale e le successive revisioni tecniche ne fanno un modello interessante per chi vuole comprendere la transizione tra le classiche stradali europee e la nuova concorrenza giapponese.

Non fu una moto priva di compromessi: peso e vibrazioni rappresentarono aspetti importanti del suo carattere e contribuirono a orientare gli aggiornamenti delle versioni successive. La S e la S2 mostrano come Benelli cercò di rispondere a queste criticità senza rinunciare all’identità della Tornado.

Oggi il suo interesse storico risiede anche nella possibilità di leggere, attraverso le diverse versioni, l’evoluzione tecnica e industriale della casa di Pesaro nei primi anni Settanta. Per un esemplare da collezione sono particolarmente importanti la corretta identificazione della variante, la coerenza dei componenti, la documentazione e la qualità dell’eventuale restauro.

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