Guida e sicurezza

Corridoio per le moto: è legale? Cosa dice il Codice della Strada

Il corridoio per le moto tra le auto in coda è legale? Cosa dice oggi il Codice della Strada, cosa prevede la riforma approvata in via preliminare il 13 ottobre 2026, di chi è la responsabilità in caso di incidente e i consigli per chi va in moto e per chi guida l'auto.

Scooter e moto avanzano piano nel corridoio tra due file di auto in coda su una tangenziale di Roma

Traffico fermo, auto incolonnate e pochi centimetri per passare. Chi va in moto conosce bene la situazione. Ma avanzare nel corridoio per le moto, tra le file di auto, è consentito? Vediamo cosa prevede il Codice della Strada, quali rischi si corrono e cosa potrebbe cambiare con la riforma.

Il corridoio tra le auto: una situazione che conosciamo bene

Se usi la moto tutti i giorni, ti sarà capitato mille volte. Sei in coda, le auto sono ferme e davanti a te si apre uno spazio tra due file: tu potresti avanzare, chi è in macchina no. E la domanda viene da sola: si può fare?

Il Codice della Strada di oggi non lo vieta in modo espresso. Ma prima ancora della legge c'è un'altra domanda: quel passaggio è sicuro, per chi è in moto e per chi è in macchina? Se la risposta è no, il resto conta poco.

Cosa dice oggi il Codice della Strada

Nel Codice non c'è un articolo dedicato alle moto che passano tra le auto in coda: non c'è un permesso e non c'è un divieto espresso. La manovra si giudica con le regole generali, prima di tutto quelle sul sorpasso.

L'articolo 148, quello sul sorpasso, chiede tre cose: visibilità e spazio sufficienti, nessun pericolo o intralcio per gli altri e la possibilità di completare la manovra in sicurezza.

Lo stesso articolo vieta di superare le auto ferme o in lenta marcia ai semafori, ai passaggi a livello o in coda, quando per farlo devi spostarti nella parte di strada riservata a chi viene in senso opposto. Tradotto: niente risalite della coda in contromano.

Quindi, posso passare tra le auto ferme?

Non c'è una risposta valida per tutte le situazioni. Una cosa è scorrere piano in uno spazio libero, senza invadere la corsia opposta e senza mettere in difficoltà nessuno. Un'altra è infilarsi tra auto vicinissime, cambiare direzione all'improvviso o finire contromano.

Io la vedo così. Il corridoio lo uso quando le auto sono ferme o quasi, a passo d'uomo, con la testa sempre a quello che può succedere: un'auto che si sposta, una portiera che si apre, uno scooter che sbuca dalla fila. Quando il traffico riparte, rientro in fila.

Il motivo è semplice: in mezzo alle auto non hai vie di fuga. Un errore, tuo o di un altro, si paga subito, con la salute e con la moto. E chi è in macchina si ritrova con una fiancata rigata e un grande spavento.

Per questo il corridoio non lo considero un diritto di chi va in moto. È una possibilità, da usare con la testa, e in certe condizioni è vietato o semplicemente pericoloso.

Corridoio per le moto: cosa prevede la nuova riforma?

Il tema è tornato d'attualità con lo schema del nuovo Codice della Strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026.

Ora mancano i pareri delle commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Poi l'approvazione definitiva spetta al Governo, entro il 13 marzo 2027, e le nuove regole si applicherebbero dal 1° gennaio 2028. Quindi attenzione: lo schema non è ancora legge, e fino ad allora valgono le regole di oggi.

Secondo la stampa specializzata, le novità per i motociclisti sono due:

  1. In città: sulle strade urbane a carreggiate separate con più corsie, quando il traffico è fermo o quasi, le auto dovrebbero accostarsi ai lati delle proprie corsie per lasciare al centro uno spazio per le moto. Chi non si sposta rischierebbe una multa da 80 a 320 euro e la perdita di due punti sulla patente.
  2. In autostrada e sulle strade extraurbane: in presenza di code o forti rallentamenti, moto e ciclomotori a due ruote potrebbero utilizzare la corsia di emergenza, a velocità ridotta e pronti a lasciar passare i mezzi di soccorso.

Attenzione però all'equivoco: nessuna delle due novità è un via libera a correre tra le file delle auto. Il varco in città è un obbligo per chi guida l'auto, non un permesso di correre per chi va in moto.

Di chi è la responsabilità in caso di incidente?

Se uno dei due conducenti ammette la propria colpa, per esempio nella constatazione amichevole (il modulo CAI), di solito tutto si chiude con le assicurazioni. Se nessuno la ammette e le assicurazioni non trovano un accordo, a decidere è il giudice civile: il giudice di pace per i danni fino a 25.000 euro, il tribunale per quelli più alti.

E se non si riesce a ricostruire come sono andate le cose, la legge presume che la colpa sia di tutti e due, in parti uguali (art. 2054 del Codice civile). In diversi casi di incidente nel traffico in coda, poi, la Cassazione ha confermato decisioni che dividono la responsabilità tra motociclista e automobilista: il classico concorso di colpa.

Tradotto in soldi, nessuno dei due viene risarcito per intero, perché ognuno riceve solo la parte di danno che corrisponde alla colpa dell'altro. In coda, insomma, la prudenza conviene a tutti e due.

Come comportarsi quando il traffico è fermo

Le regole sono una cosa, quello che succede davvero in mezzo alle auto è un'altra. E qui, prima dei consigli, una premessa: non voglio insegnare niente a nessuno. Però il buon senso, il senso civico e soprattutto l'educazione stradale vengono prima di tutto.

E valgono per chiunque sia per strada, con qualsiasi mezzo: chi va in moto, chi guida l'auto, il furgone o l'autobus, chi pedala e anche chi va a piedi. Un pedone che attraversa in mezzo alle auto ferme senza guardare è un imprevisto tanto quanto una portiera che si apre.

Ecco qualche precauzione da tenere presente.

1. Non considerare ogni spazio un passaggio

Se tra due auto lo spazio è poco, non forzare. Gli specchietti sporgono e le auto si spostano. Se non sei sicuro di riuscire a passare senza rischi, aspetta.

Perdere qualche secondo è preferibile a ritrovarsi incastrati tra due veicoli.

2. Mantieni una velocità adeguata

Essere in moto non significa dover sfruttare ogni buco per avanzare. Più vai veloce, meno tempo hai per reagire se un'auto si sposta. In coda devi poter rallentare o fermarti in un attimo, senza perdere il controllo.

E facciamo due conti: a fare lo slalom tra le auto come uno spericolato, in città guadagni uno o due minuti, non di più. Spesso al semaforo dopo ti ritrovi accanto alla stessa auto che hai appena superato. È un guadagno ridicolo, che non vale il rischio di un incidente.

3. Fai attenzione alle auto che cambiano corsia

Chi è in auto può voler imboccare un'uscita, evitare un ostacolo o semplicemente guadagnare qualche metro.

Non dare per scontato che un'auto resti ferma solo perché il traffico è bloccato. Se noti un movimento sospetto, rallenta e lascia spazio.

4. Non trascurare gli specchietti

Gli specchietti sono uno dei punti più esposti durante il passaggio tra le file. Anche quando lo spazio sembra sufficiente, valuta l'ingombro effettivo della moto, compreso il manubrio.

Se per passare devi inclinare eccessivamente la moto o rischi di urtare un'auto, è meglio rinunciare.

5. Con pioggia e scarsa visibilità, aumenta la prudenza

Sul bagnato cambiano l'aderenza e gli spazi di frenata. Strisce, tombini e superfici metalliche diventano saponette.

In queste condizioni eviterei di infilarmi in spazi stretti tra le auto, soprattutto se non ho una visuale chiara di ciò che succede più avanti.

Quando piove la visibilità peggiora da entrambe le parti: tu vedi meno, perché la visiera si bagna e si appanna, e gli altri vedono meno te, tra vetri appannati e gocce sugli specchietti.

E chi guida un'auto? Qualche attenzione in più

La sicurezza di chi va in moto dipende anche da chi guida l'auto. Prima dei consigli, voglio raccontarvi una cosa che mi è successa personalmente.

Uno sportello aperto senza guardare

Un giorno, un automobilista ha aperto lo sportello della propria auto senza accorgersi del mio arrivo in moto. L'impatto mi ha provocato la frattura del quinto metacarpo della mano. L'osso si era scomposto e ho dovuto subire un intervento chirurgico al CTO per riallinearlo.

Non è stata una semplice caduta da dimenticare in fretta. Quando ti ritrovi in ospedale per un incidente che si sarebbe potuto evitare con un gesto di attenzione, capisci quanto possa essere sottile il confine tra una normale giornata in moto e un infortunio serio.

C'è però un particolare di questa vicenda che voglio ricordare, perché merita di essere raccontato. L'automobilista si è assunto la responsabilità dell'accaduto. Non si è limitato a riconoscere la propria colpa: è venuto anche a trovarmi al CTO, dove ero ricoverato per l'intervento.

È stato un comportamento da persona corretta, che ho apprezzato e che non ho dimenticato.

Questo non cambia il fatto che l'incidente si sarebbe potuto evitare controllando prima di aprire la portiera. Ma dimostra che riconoscere un errore e comportarsi con umanità dopo aver causato un danno fa la differenza.

Per questo, quando parliamo di sicurezza stradale, non dovremmo ridurre tutto a multe, precedenze e responsabilità. Le regole servono, ma servono anche attenzione e rispetto per chi condivide la strada con noi.

Prima di aprire una portiera, guarda sempre nello specchietto e controlla che non stia arrivando nessuno. Per chi è in moto, quel gesto può evitare molto più di un danno alla carrozzeria.

Cinque accortezze per chi guida un'auto

  • Controlla bene, anzi benissimo, gli specchietti prima di cambiare corsia. Una moto può trovarsi in una posizione meno visibile rispetto a un'auto.
  • Usa gli indicatori di direzione per tempo. Segnalare una manovra non basta da solo a renderla sicura, ma permette agli altri di capire le tue intenzioni.
  • Evita spostamenti improvvisi. Se sei in coda, non cambiare posizione senza aver verificato che lo spazio sia libero.
  • Non aprire la portiera senza controllare. Prima di scendere, verifica che non stia arrivando una moto o una bicicletta. Lo impone anche il Codice della Strada (art. 157, comma 7).
  • Lascia spazio quando la situazione lo consente. Oggi non sei obbligato a creare un passaggio che comprometta la sicurezza, ma puoi evitare movimenti inutili e imprevedibili. Con la riforma, sulle strade urbane a più corsie, spostarsi potrebbe diventare un obbligo.

Non si tratta di stabilire chi abbia più diritti sulla strada. Si tratta di rendere prevedibili i comportamenti, soprattutto quando lo spazio è poco.

Il mio punto di vista: arrivare prima non vale qualsiasi rischio

La moto ti permette di muoverti in modo diverso dall'auto, ma non ti rende immune dagli errori degli altri. Anzi: quando lo spazio si riduce, basta un movimento imprevisto per perdere l'equilibrio o urtare un veicolo.

Per me la regola pratica è semplice: se non vedo bene cosa succede davanti, se lo spazio è troppo stretto o se per passare devo affidarmi alla fortuna, aspetto. Non è una questione di essere più o meno esperti, è un margine di sicurezza in più.

E se guidi una moto classica, sai anche quanto possa essere fastidioso e costoso rimediare a una caduta banale. Ma il punto principale resta un altro: prima della moto vengono sempre le persone.

Ricapitolando

  • oggi il Codice della Strada non autorizza né vieta in modo espresso il passaggio tra le auto in coda: conta come lo fai;
  • la riforma non è ancora in vigore: se resterà così, in città le auto in coda dovranno lasciare il varco e in autostrada le moto potranno usare la corsia di emergenza nelle code;
  • fino ad allora, in autostrada la corsia di emergenza non si può percorrere per superare la coda;
  • sempre: spazio disponibile, visibilità e possibilità di fermarsi devono guidare le nostre decisioni.

Il corridoio per le moto resta un tema dove la legge e le abitudini vanno tenute ben distinte. Io seguirò l'iter della riforma e aggiornerò questo articolo quando il testo sarà definitivo. Nel frattempo, conoscere le regole e guidare senza forzare resta il modo migliore per tornare a casa con la moto e le ossa intere. Se avete esperienze o dubbi, scrivetemi.

Buona strada a tutti.

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